Clean Blast

 

 

 

 

 

 

Cleanblast  utilizza ghiaccio secco di anidride carbonica: sostanza di facile reperibilità sul mercato poiché residuo di altri processi produttivi e con un potere solvente straordinario, paragonabile a quello del noto Tricloroetano 1.1.1..

Il campo d’applicazione di questa apparecchiatura a ghiaccio di CO2 è vastissimo ed interessa settori industriali nei quali è richiesta l’asportazione di strati di contaminante come morchie, oli, grassi,

incrostazioni di resine o gomme sia allo stato solido che semi-solido, ruggine, fuliggine, incrostazioni calcaree, residui di sostanze alimentari e molti altri.

E’ un’apparecchiatura portatile dotata di pistola – eiettore che necessita per il suo funzionamento esclusivamente di aria compressa ad almeno 8 bar.

Possiamo così sintetizzare i numerosi vantaggi della Clean Blast:

• non vengono utilizzati prodotti chimici;

• il flusso di particelle di ghiaccio secco non è corrosivo;

• non vi sono residui di polveri di sabbiatura;

• non c’è il rischio che vengano intrappolati residui di sabbia in zone cave o interstizi;

• non vi sono rifiuti da smaltire o acque reflue se non il contaminante asportato;

• essendo un sistema funzionante “a secco” non c’è la necessità di proteggere

componenti o parti sensibili all’acqua o ai prodotti chimici;

• non vi è la necessità di asciugare il pezzo dopo il trattamento;

• consente di eseguire il trattamento a bordo macchina evitando dispendiose operazioni di smontaggio e un prolungato fermo macchina;

• non necessita di alcuna alimentazione elettrica.

 

PROCESSO

Vengono sfruttate le caratteristiche chimico-fisiche del ghiaccio secco di anidride carbonica e la proiezione ad alta velocità sulla superficie da trattare, di un flusso composto da un fluido ( aria compressa ) che trascina particelle solide di ghiaccio secco. Questo a temperatura e pressione ambiente non si scioglie diventando un liquido come il ghiaccio di acqua, ma sublima, ovvero passa direttamente dallo stato solido a quello gassoso, senza passare dalla fase liquida. In sostanza, il flusso quando raggiunge la superficie penetra nello strato di contaminante da asportare e contemporaneamente inizia a sublimare. A questo punto il gas di anidride carbonica generato dalla sublimazione, frapponendosi tra lo strato di contaminante e la superficie, distacca lo sporco dal pezzo. Operazione facilitata notevolmente dal contemporaneo sbalzo termico provocato dal ghiaccio che induce l’indurimento e l’infragilimento del contaminante. Quindi questo processo sfrutta la combinazione dell’energia cinetica delle particelle solide immerse nel getto pulente con gli effetti chimico-fisici del ghiaccio secco: l’effetto pulente dell’impatto della particella con lo sporco viene enormemente potenziato sia dallo sbalzo termico ( temperatura del ghiaccio secco: -70°C, -80°C ) sia dalla microesplosione prodotta dalla sublimazione del ghiaccio, cioè nel suo passaggio diretto da solido a gas.

effetti co2

Prima                                                                           Dopoprima dopo co2